SUSTAINABLE FINANCE AND ESG RISK MANAGEMENT
Anno accademico 2025/2026 - Docente: LUCA BELLARDINIRisultati di apprendimento attesi
Al termine del corso lo studente sarà in grado di:
-
Comprendere il ruolo della finanza sostenibile nel funzionamento dei mercati e delle imprese, distinguendo tra CSR, ESG, economia circolare e transizione sostenibile a livello aziendale.
-
Interpretare e valutare criticamente punteggi e rating ESG, la qualità delle informazioni di sostenibilità e i principali indicatori e KPI utilizzati nei report di sostenibilità e nell'informazione al mercato.
Analizzare l’impatto delle norme europee in materia di finanza sostenibile (es. Tassonomia UE, SFDR, CSRD, CSDDD, linee-guida EBA sui rischi ESG), comprendendo come influenzano strategie aziendali, prodotti finanziari e intermediari vigilati.
-
Progettare e valutare strategie di investimento e prodotti finanziari sostenibili, con riferimento alle diverse asset class (azioni, obbligazioni, strumenti bancari e di asset management) e alle logiche di asset allocation sostenibile.
-
Identificare, misurare e discutere i principali rischi ESG, con particolare attenzione ai rischi climatici fisici e di transizione, e alle loro implicazioni per portafogli, banche e stabilità finanziaria.
-
Comprendere i principi di base della modellizzazione dei rischi climatici e degli stress test climatici, collegandoli agli strumenti di gestione del rischio e ai requisiti regolamentari.
-
Collegare teoria e pratica tramite casi di studio e testimonianze professionali, sviluppando una capacità autonoma di giudizio sulle sfide e sulle opportunità della sostenibilità per imprese, intermediari finanziari e policy maker.
Modalità di svolgimento dell'insegnamento
Il corso è erogato interamente in lingua inglese e si svolge in presenza. La didattica combina lezioni frontali, discussioni guidate, analisi di casi e momenti applicativi in aula.
Le lezioni frontali introducono i concetti teorici chiave di sostenibilità, finanza sostenibile ed ESG, con l’ausilio di slide e materiali resi disponibili sulla piattaforma di Ateneo. A queste si affiancano sessioni dedicate alla lettura critica di documenti normativi, report di sostenibilità e materiali tratti dalla prassi di mercato.
Una parte delle ore è riservata all’analisi di casi studio e di esempi tratti dall’esperienza di imprese, banche e investitori, anche attraverso testimonianze di professionisti esterni. In tali incontri è richiesta una partecipazione attiva degli studenti, con domande, brevi lavori di gruppo e brevi presentazioni in aula.
Sono inoltre previste esercitazioni quantitative di base (ad es. su metriche ESG, valutazione dei rischi, elementi di asset allocation sostenibile), svolte in forma guidata e collegate alle prove intermedie e all’esame finale. La partecipazione continua alle attività in aula è fortemente incoraggiata, in quanto parte integrante del processo di apprendimento e dei meccanismi di valutazione previsti per gli studenti frequentanti.
Prerequisiti richiesti
Lingua inglese di livello non inferiore a B2.
Nozioni di base di economia aziendale e bilancio (stato patrimoniale, conto economico, concetto di flusso di cassa).
-
Fondamenti di finanza aziendale (valore attuale, tasso di sconto, rischio e rendimento, costo del capitale).
-
Elementi di economia dei mercati finanziari (azioni, obbligazioni, intermediari finanziari, ruolo delle banche).
-
Conoscenze di base di statistica descrittiva e di interpretazione di grafici, tabelle e indicatori quantitativi.
Frequenza lezioni
Contenuti del corso
Parte 1 — Introduzione
Introduzione alla sostenibilità: CSR, ESG, economia circolare
Significato e contenuti della transizione sostenibile a livello d’impresa
Sostenibilità e corporate governance
Impact investing: introduzione all’asset allocation con obiettivi ambientali e sociali
ESG score e rating - Parte 1
ESG score e rating - Parte 2
Parte 2 — Imprese
Modelli di business sostenibili: una panoramica
Reporting di sostenibilità: principî contabili e KPI
Casi-studio sull’ESG nella strategia aziendale e nella reportistica
Parte 3 — Regolazione
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)
Il regolamento sulla Tassonomia UE
Prodotti finanziari sostenibili: una panoramica - Parte 1
Prodotti finanziari sostenibili: una panoramica - Parte 2
La Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR)
Le linee-guida EBA sulla gestione dei rischi ESG per le banche
Parte 4 — Attività e strumenti finanziari
Asset allocation di portafoglio secondo criteri ESG: principî generali - 1
Asset allocation di portafoglio secondo criteri ESG: principî generali - 2
La sostenibilità nei titoli azionari
La sostenibilità titoli obbligazionari e a reddito fisso in generale
La sostenibilità nel settore bancario - 1
La sostenibilità nel settore bancario - 2
Parte 5 — Modellizzazione del rischio
Modellizzazione del rischio fisico
Modellizzazione del rischio di transizione
Stress test climatici e gestione del rischio
Profili di sostenibilità nelle operazioni di M&A e nella valutazione d’azienda
Esercitazioni sulla modellizzazione del rischio
Parte 6 — Approfondimenti con i professionisti e conclusioni
Testimonianza 1: La manifattura sostenibile e come finanziarla
Testimonianza 2: Come un grande gruppo bancario affronta la sostenibilità nel suo complesso
Testimonianza 3: Come i gestori patrimoniali integrano la sostenibilità nelle decisioni di investimento
Testimonianza 4: Come i professionisti di contabilità e finanza affrontano i cambiamenti normativi orientati all’ESG
Testimonianza 5: Strategia, reportistica e gestione dei rischi in una multinazionale
Testi di riferimento
Principles of Sustainable Finance
Oxford University Press, 2018
Thierry Roncalli
Handbook of Sustainable Finance
Ebook + slides
http://www.thierry-roncalli.com/SustainableFinanceCourse.html
Verifica dell'apprendimento
Modalità di verifica dell'apprendimento
Lo status di frequentante si ottiene con la presenza ad almeno il 60% delle lezioni. Le assenze vengono ponderate al 50% qualora siano dovute ad accertate sovrapposizioni con altri corsi; non vengono considerate qualora siano dovute al sostenimento di prove ufficiali nella settimana dedicata.
Per i frequentanti, ciascuna prova intermedia cui sia attribuita una valutazione ufficiale contribuisce al 10% della valutazione complessiva, fino a un massimo del 40%.
Per i non frequentanti, ove essi sostengano una o più prove intermedie, il giudizio attribuito alle stesse sarà sempre e comunque informale e non avrà effetti sulla valutazione complessiva.
Per i frequentanti, l’esame finale contribuisce almeno al 60% della valutazione complessiva; a tale peso si aggiunge il 10% per ciascuna prova intermedia cui non sia stato attribuito un voto. In ciascuna prova d’esame è consentito ritirarsi, anche all’atto della consegna.
A prescindere dallo status di frequentante, sono a disposizione degli studenti 3 punti bonus, attribuiti ex post rispetto ai calcoli di cui alle disposizioni successive. Sono così ripartiti:
- 1 punto per un tasso di partecipazione complessivamente superiore al 90% (questo bonus è chiaramente precluso ai non frequentanti);
- 1 punto per una presenza totalitaria (100%) alle lezioni che includono testimonianze;
- 1 punto per la stesura di un documento che relazioni su una delle testimonianze, a scelta dello studente.
In ciascuno dei quattro appelli previsti nella sessione di riferimento del corso, l’esame finale si compone di: (i) una prova scritta, comprensiva di esercizi e/o casi pratici, e (ii) una prova orale, composta di due domande teoriche. La prova orale ha inizio una volta conclusa la prova scritta. Il voto dell’esame finale è pari al maggiore tra: (a) il voto della sola prova scritta; (b) la media ponderata delle due prove, in cui lo scritto pesa per l’80% e l’orale per il 20%.
La valutazione complessiva potrà essere liberamente rifiutata. Nell’ambito della medesima sessione, lo studente che in precedenza abbia rifiutato la valutazione complessiva può ripresentarsi agli appelli successivi soggiacendo alle medesime regole dei precedenti. Per gli appelli successivi alla quarta e ultima data della sessione, tutti gli studenti saranno considerati non frequentanti a prescindere dal possesso dei requisiti di cui al punto 1.
Esempi di domande e/o esercizi frequenti
- In che senso la finanza sostenibile può contribuire a riallocare il capitale verso attività “sostenibili”? Illustra i principali canali attraverso cui il sistema finanziario influenza le scelte delle imprese.
- Illustra gli obiettivi principali della Tassonomia UE e spiega perché questa normativa è considerata uno strumento chiave per contrastare il greenwashing nei mercati finanziari.
- Metti a confronto SFDR e CSRD. Quali tipi di informazioni richiedono e a chi? In che modo queste due normative interagiscono lungo la catena emittente–intermediario–investitore?
- Definisci i rischi ESG, con particolare attenzione ai rischi climatici fisici e di transizione. Spiega come questi rischi possano trasmettersi al tradizionale profilo di rischio di una banca (credito, mercato, operativo).
- Che cos’è l’impact investing e in cosa si differenzia dagli approcci ESG “convenzionali”? Commenta il possibile trade-off (o assenza di trade-off) tra obiettivi di impatto e profilo rischio-rendimento.
- Discuti come e perché la performance ESG di un’impresa possa influenzare il suo costo del capitale proprio e di debito. Indica almeno due meccanismi concreti.
- Confronta i green bond con i sustainability-linked bond. In quali casi può essere preferibile l’uno o l’altro strumento dal punto di vista: (a) dell’emittente, (b) dell’investitore?