STORIA D'IMPRESA
Anno accademico 2026/2027 - Docente: FABIO PAOLO DI VITARisultati di apprendimento attesi
1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
Il corso fornisce allo studente le conoscenze necessarie per acquisire, comprendere e interpretare le vicende che hanno contrassegnato l’evoluzione storica del fenomeno “impresa” nella società capitalistica in età moderna e contemporanea, con particolare riferimento ai rapporti fra impresa e industria in Italia. Al termine dell’insegnamento lo studente conosce le principali teorie dell’impresa e dell’imprenditore, le forme organizzative che si sono succedute nel tempo e il ruolo delle istituzioni e dell’intervento pubblico nei processi di industrializzazione.
2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
Attraverso lo studio delle tappe evolutive delle diverse forme d’impresa, con particolare riferimento al contesto nazionale, lo studente è in grado di applicare le conoscenze acquisite all’analisi di casi aziendali concreti, collocando le scelte strategiche e organizzative delle imprese nel loro contesto storico, istituzionale e competitivo.
3. Autonomia di giudizio (making judgements)
Lo studente sviluppa la capacità di cogliere similitudini e difformità nei processi evolutivi delle diverse forme d’impresa e di valutare in modo autonomo i punti di forza e di debolezza che hanno caratterizzato lo sviluppo economico dei vari Paesi, interpretando criticamente le fonti e le interpretazioni storiografiche proposte.
4. Abilità comunicative (communication skills)
Lo studente acquisisce la capacità di esporre e trasferire ad altri, con proprietà di linguaggio e rigore terminologico, le conoscenze gradualmente acquisite, con particolare riferimento ai processi di sviluppo del fenomeno “impresa” nelle sue diverse forme e nei diversi settori di riferimento.
5. Capacità di apprendimento (learning skills)
Lo studente acquisisce un metodo di studio che gli consente di aggiornare autonomamente le proprie conoscenze sulle teorie d’impresa, sull’evoluzione delle sue dimensioni e forme e sul governo delle imprese pubbliche e private, ottenendo una visione panoramica e interpretativa dello sviluppo dell’impresa e dell’opera dell’imprenditore nel caso italiano, utile a proseguire lo studio in autonomia anche in ambiti disciplinari affini.
Modalità di svolgimento dell'insegnamento
L’insegnamento si svolge attraverso lezioni frontali, integrate dalla lettura guidata in aula di brani tratti dai testi di riferimento e di documenti d’archivio e statistici, che consentono di applicare le categorie interpretative della storia d’impresa a vicende imprenditoriali concrete.
Qualora l’insegnamento venisse impartito in modalità mista o a distanza potranno essere introdotte le necessarie variazioni rispetto a quanto sopra dichiarato, al fine di rispettare il programma previsto e riportato nel presente syllabus.
Prerequisiti richiesti
Sono considerate importanti le conoscenze di base della storia economica dell’Occidente contemporaneo (processi di industrializzazione, sviluppo dei mercati, ruolo dello Stato nell’economia). Sono considerate utili, ma non indispensabili, la familiarità con la terminologia economico-aziendale di base e la conoscenza dei principali lineamenti della storia contemporanea. Non sono richieste conoscenze da intendersi come indispensabili: i concetti necessari alla comprensione del programma vengono comunque richiamati nel corso delle lezioni.
Frequenza lezioni
La frequenza non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata al fine di una migliore assimilazione dei contenuti dell’insegnamento e per accedere alla prova di fine corso riservata agli studenti frequentanti.
Contenuti del corso
L’insegnamento ricostruisce l’evoluzione storica dell’impresa nella società capitalistica e si articola attorno a due prospettive complementari. La prima, di carattere teorico e comparativo, muove dalla riflessione sulla figura dell’imprenditore e sulle diverse concezioni dell’impresa elaborate dalla letteratura economica e storiografica, per poi considerare il rapporto fra l’impresa e il suo contesto: l’ambiente socioculturale, le istituzioni e l’evoluzione del quadro normativo entro cui l’attività d’impresa si è svolta. Su questa base si esaminano il mutamento delle dimensioni e delle forme organizzative – dall’impresa famigliare alla grande impresa manageriale, fino alle forme cooperative, consortili e a rete – e i principali ambiti della gestione e del governo dell’impresa: l’organizzazione del lavoro, il rapporto fra impresa e progresso tecnico, l’attività innovativa, il marketing e le relazioni pubbliche, nonché lo sviluppo degli strumenti contabili, dalla partita doppia all’analisi di bilancio. Chiude questa parte l’analisi dell’ascesa e del declino dell’impresa pubblica, dal suo affermarsi come strumento di politica industriale fino alle stagioni della privatizzazione.
La seconda prospettiva applica tali categorie al caso italiano, seguendo il percorso dell’impresa e dell’industria nazionali dall’Unità ai giorni nostri. Si considerano i divari territoriali ereditati dal Paese al momento dell’unificazione e il precoce affermarsi di un capitalismo di Stato; il rapporto fra Stato e impresa dagli anni Ottanta dell’Ottocento alla vigilia del primo conflitto mondiale; la sovrapposizione fra Prima e Seconda Rivoluzione Industriale e il ruolo della banca mista nel decollo industriale, insieme ai conflitti sociali che lo accompagnarono. L’analisi prosegue con la formazione dei grandi gruppi industriali durante e dopo la Grande guerra, con l’economia del periodo fascista e la nascita dell’IRI, con la ricostruzione postbellica e il miracolo economico, per giungere infine alle trasformazioni degli ultimi decenni: la crisi della grande impresa privata e pubblica, l’affermazione dei distretti e della piccola e media impresa, la tenuta del capitalismo familiare e l’apertura internazionale del sistema produttivo italiano.
Testi di riferimento
Testo 1 – P.A. Toninelli, Storia d’impresa, il Mulino, Bologna 2025.
Testo 2 – F. Amatori – A. Colli, Impresa e industria in Italia. Dall’Unità a oggi, Marsilio, Venezia 2003.
Programmazione del corso
| Argomenti | Riferimenti testi | |
|---|---|---|
| 1 | L’impresa e l’imprenditore: aspetti introduttivi | Testo 1: cap 1 |
| 2 | Riflessioni in tema di imprenditore: la tradizione continentale e la tradizione anglosassone | Testo 1: cap 1 |
| 3 | Riflessioni in tema di imprenditore: Marshall, Knight, Schumpeter (la sintesi difficile); dalla scuola neoaustriaca alla entrepreneurial history; la nuova economia imprenditoriale | Testo 1: cap 1 |
| 4 | Una concezione dinamica dell’impresa: Sombart; Berle e Means; Coase | Testo 1: cap 1 |
| 5 | Una concezione dinamica dell’impresa: Penrose; Chandler; Porter; Williamson; la teoria evolutiva dell’impresa; teoria dell’impresa e storia d’impresa | Testo 1: cap 1 |
| 6 | L’impresa e il contesto | Testo 1: cap 2 |
| 7 | L’evoluzione delle dimensioni e delle forme delle imprese: dimensione e performance delle imprese in prospettiva storica | Testo 1: cap 3 |
| 8 | L’evoluzione delle dimensioni e delle forme delle imprese: l’impresa famigliare | Testo 1: cap 3 |
| 9 | L’evoluzione delle dimensioni e delle forme delle imprese: la grande impresa manageriale | Testo 1: cap 3 |
| 10 | L’evoluzione delle dimensioni e delle forme delle imprese: le altre forme d’impresa | Testo 1: cap 3 |
| 11 | La gestione e il governo dell’impresa: l’evoluzione dell’organizzazione; impresa e lavoro | Testo 1: cap 4 |
| 12 | La gestione e il governo dell’impresa: l’impresa, il progresso tecnico e l’attività innovativa; marketing e relazioni pubbliche; la contabilità | Testo 1: cap 4 |
| 13 | Lo sviluppo delle imprese pubbliche | Testo 1: cap 5 |
| 14 | Il processo di privatizzazione | Testo 1: cap 5 |
| 15 | Impresa e industria in Italia: un Paese diviso; un precoce capitalismo di Stato | Testo 2: capp. 1 e 2 |
| 16 | Impresa e industria in Italia: Stato e impresa dagli anni Ottanta alla vigilia della prima guerra mondiale | Testo 2: cap 3 |
| 17 | Impresa e industria in Italia: un mixage di Prima e Seconda Rivoluzione Industriale | Testo 2: cap 4 |
| 18 | Impresa e industria in Italia: il ruolo della banca mista; decollo industriale e conflitti sociali | Testo 2: capp. 5 e 6 |
| 19 | Impresa e industria in Italia: botteghe e distretti; prima guerra mondiale e gruppi industriali | Testo 2: capp. 7 e 8 |
| 20 | Impresa e industria in Italia: il turbolento dopoguerra; si profila lo Stato imprenditore | Testo 2: capp. 9 e 10 |
| 21 | Impresa e industria in Italia: la Seconda Rivoluzione Industriale e i suoi limiti | Testo 2: cap 11 |
| 22 | Impresa e industria in Italia: miti e realtà dell’economia fascista; l’IRI | Testo 2: capp. 12 e 13 |
| 23 | Impresa e industria in Italia: fra guerra e ricostruzione; la cogestione impossibile | Testo 2: capp. 14 e 15 |
| 24 | Impresa e industria in Italia: Italy by design | Testo 2: cap 16 |
| 25 | Impresa e industria in Italia: quando grande era bello | Testo 2: cap 17 |
| 26 | Impresa e industria in Italia: dalla bottega alla fabbrica; l’approdo mancato | Testo 2: capp. 18 e 19 |
| 27 | Impresa e industria in Italia: lo Stato imprenditore disperde i suoi talenti | Testo 2: cap 20 |
| 28 | Impresa e industria in Italia: grandi famiglie in affanno; il lungo autunno | Testo 2: capp. 21 e 22 |
| 29 | Impresa e industria in Italia: piccolo è bello | Testo 2: cap. 23 |
| 30 | Impresa e industria in Italia: dove la famiglia funziona | Testo 2: cap. 24 |
| 31 | Impresa e industria in Italia: verso un capitalismo aperto? | Testo 2: cap. 25 |
| 32 | Impresa e industria in Italia: nell’agone internazionale | Testo 2: cap. 26 |
Verifica dell'apprendimento
Modalità di verifica dell'apprendimento
Negli appelli ordinari la verifica consiste in una prova scritta con domande a risposta aperta, della durata di 60 minuti. Allo studente vengono proposte 4 domande, fra le quali egli ne sceglie e svolge 3. Ciascuna risposta attribuisce fino a 10 punti, per un punteggio massimo complessivo di 30 punti. La prova si intende superata con un punteggio non inferiore a 18/30; la lode è attribuita agli elaborati che, avendo conseguito il punteggio massimo in tutte le risposte, si distinguano per particolare rigore argomentativo e padronanza del linguaggio disciplinare. Non sono previste prove ulteriori e il voto della prova scritta costituisce il voto finale.
Il punteggio di ciascuna risposta è attribuito tenendo conto dei seguenti elementi di valutazione: pertinenza della risposta rispetto alla domanda formulata; correttezza e completezza dei contenuti; capacità di collegamento con altri temi oggetto del programma; capacità di fornire esempi e riferimenti a casi concreti; proprietà del linguaggio tecnico e capacità espressiva complessiva.
Gli studenti frequentanti – intendendosi tali coloro che abbiano preso parte ad almeno il 75% delle 32 lezioni previste, secondo le presenze rilevate dal docente – possono sostenere un’unica prova scritta di fine corso, estesa all’intero programma. Anche in questo caso vengono proposte 4 domande, fra le quali lo studente ne sceglie e svolge 3, ciascuna valutata fino a 10 punti per un massimo complessivo di 30 punti; i criteri di valutazione e la soglia di sufficienza sono i medesimi indicati per gli appelli ordinari. La prova ha però una durata di 90 minuti, superiore quindi ai 60 minuti previsti per le prove degli appelli ordinari.
La prova riservata ai frequentanti non presuppone materiale di studio alternativo o aggiuntivo rispetto a quello indicato nei testi di riferimento, che restano i medesimi per tutti gli studenti. Le domande sono però formulate in più stretta aderenza a quanto esplicitamente discusso in aula: esse insistono sugli aspetti dei testi che sono stati oggetto di trattazione e di lettura guidata durante le lezioni e richiedono quindi di rielaborare il percorso effettivamente svolto nel corso, mentre negli appelli ordinari le domande hanno formulazione più generale ed estensione uniforme sull’intero programma. È questa la ragione della maggiore durata assegnata alla prova.
Il superamento della prova di fine corso esaurisce la verifica dell’apprendimento; l’esito ha validità per la registrazione negli appelli della sessione immediatamente successiva alla conclusione delle lezioni.
La verifica dell’apprendimento potrà essere effettuata anche per via telematica, qualora le condizioni lo dovessero richiedere. A garanzia di pari opportunità e nel rispetto delle leggi vigenti, gli studenti interessati possono chiedere un colloquio personale in modo da programmare eventuali misure compensative e/o dispensative, in base agli obiettivi didattici ed alle specifiche esigenze. È possibile rivolgersi anche al docente referente CInAP (Centro per l’integrazione Attiva e Partecipata – Servizi per la Disabilità e/o i DSA) del proprio Dipartimento (https://www.cinap.unict.it/content/referenti).
Esempi di domande e/o esercizi frequenti
● L’imprenditore secondo Schumpeter
● La tradizione continentale e la tradizione anglosassone nella riflessione sull’imprenditore
● Coase, Williamson e i costi di transazione
● L’impresa chandleriana
● Gli indicatori di performance dell’impresa in prospettiva storica
● Le imprese familiari: caratteri, punti di forza e limiti
● L’evoluzione dell’organizzazione d’impresa
● Impresa, progresso tecnico e attività innovativa
● L’imprenditoria settentrionale e meridionale al momento dell’unificazione
● Banche miste e imprese
● Le imprese italiane durante la prima guerra mondiale
● La nascita dell’IRI e lo Stato imprenditore
● Imprese italiane e miracolo economico
● Distretti industriali e piccola impresa nell’Italia del secondo dopoguerra
● Il processo di privatizzazione e le sue conseguenze sul capitalismo italiano