IMPRENDITORIALITA' E BUSINESS PLANNING A - L

Anno accademico 2015/2016 - 1° anno
Docente: Carmela Schillaci
Crediti: 9
SSD: SECS-P/08 - Economia e Gestione delle Imprese
Organizzazione didattica: 225 ore d'impegno totale, 165 di studio individuale, 60 di lezione frontale
Semestre:
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Prerequisiti richiesti

Nessuno.


Frequenza lezioni

Frequenza tri-settimanale alle lezioni in aula tenute dal docente; partecipazione ad eventuali attività
integrative e/o ausiliarie della didattica.
Lezioni frontali, lavori di gruppo, analisi di case studies, analisi di banche dati, visite azindali,
testimonianze in aula di imprenditori, manager e rappresentanti istituzionali.
Data la natura degli obiettivi, il “format” del Corso privilegia la discussione e un’attiva partecipazione
degli studenti in aula.
Si consiglia di leggere preventivamente i contenuti della lezione in modo da facilitare la comprensione
delle principali tematiche e la loro discussione in aula. Il dibattito in aula sarà basato principalmente sul
contenuto delle letture (articoli, casi aziendali, capitoli di libri) che lo studente dovrà conoscere; la
discussione in classe, inoltre, potrà vertere su impressioni ed esperienze personali dello studente.


Contenuti del corso

Recentemente, e non solo in Italia, l’interesse verso le startup è andato crescendo, grazie alle
opportunità offerte dall’evoluzione della tecnologia digitale e molti soggetti hanno cominciato a pensare
concretamente alla creazione di una nuova impresa quale percorso di vita individuale e professionale.
Sebbene l’imprenditorialità rappresenti un tema centrale nella letteratura economica-aziendale,
l’attenzione incalzante sulle startup rischia non solo di diventare un fenomeno trendy e poco sostanzioso
dal punto di vista della sostenibilità della nuova azienda, ma anche un falso mito per tanti giovani, che lo
interpretano come occasione economica e di visibilità sociale.
Creatività, idee e innovazioni consentono di accendere la lampadina, di creare l’energia utile per dare il
via al percorso imprenditoriale; ma questo non è sufficiente e non significa che la startup possa partire e
funzionare.
L’energia del fondatore deve produrre informazioni e decisioni sulle caratteristiche della domanda, sui
bisogni del mercato, sui competitors, sui processi interni, sull’’evoluzione tecnologica, sulle risorse da
reperire, e lo deve fare con il giusto senso del tempo. “timing your startup” dicono gli anglosassoni e il
timing è la dimensione fondamentale per la sostenibilità della nuova impresa, variabile competitiva
cruciale che implica non solo non essere in ritardo, ma anche non arrivare troppo in anticipo.
La nascita di ogni startup è un processo complesso, incerto, fragile, ma come tutti i fenomeni creativi,
estremamente potente. Il titolo del libro di testo “Straight Up” significa vai avanti per la tua strada, in
modo veloce, tenace e diretto. Ogni nuovo progetto imprenditoriale ha bisogno di passione, creatività e
grande energia e richiede competenza e professionalità per evitare le trappole che conducono alla death
valley.
Il percorso di chi crea una startup può essere sinteticamente racchiuso in una singola espressione:
Straight Up! Questo è il filo conduttore del corso che intende fornire al futuro imprenditore sia un aiuto
concreto sulla strumentazione di bordo che lo orienterà lungo il percorso imprenditoriale, sia il supporto
al processo di learning esperienziale in una prospettiva di sostenibilità e performance della startup. Gli
argomenti trattati sono organizzati attorno a quattro grandi blocchi concettuali: Who, Why, How, What.
Il primo (Who) e il secondo (Why) sono dedicati all’imprenditore. Le caratteristiche psicologiche, la sua
personalità, le motivazioni e ambizioni, le pulsioni che lo agitano, la sua antifragilità, rappresentano il più
grande nucleo, in termini di rilevanza, del complicato meccanismo della genesi imprenditoriale.
L’imprenditorialità è fondamentalmente un fatto umano e le caratteristiche personali dell’imprenditore sono i fattori più importanti per il successo della nuova impresa, ancor più importanti dell’idea
imprenditoriale stessa o dell’attrattività del mercato. Ma il Who e il Why condizionano anche il terzo
(How) e il quarto blocco di analisi (What).
Se un soggetto esprime un forte desiderio di imprenditorialità e un’intenzione potente e resiliente, allora
egli manifesterà una percezione di fattibilità positiva e realistica, rendendo possibile la ridefinizione dei
vincoli esterni e portando avanti un progetto imprenditoriale di tipo iterativo e sperimentale, alimentato
da una logica di learning by doing (How).
La rappresentazione ed il monitoraggio di questo percorso porterà alla redazione del business plan
(What), ad una serie di piani snelli e all’individuazione di una batteria di indicatori chiave (KPI). Tutto il
processo di creazione della nuova impresa è alimentato e sostenuto dalla fiducia, fiducia che
l’imprenditore ripone in sé stesso e che è in grado di attivare negli stakeholder.
Ma la fiducia è anche quella che la collettività ripone nei nuovi progetti attraverso le iniziative di policy a
supporto dell’innovazione, che assorbono i rischi connessi con la giovinezza dell’impresa.


Testi di riferimento

1. SCHILLACI C.E., ROMANO M., “Straight up. Percorsi strategici per nuove imprese”, Milano, McGraw-
Hill Education, ISBN: 978-88-386-7514-0.
2. Materiale didattico integrativo fornito durante il corso disponibile su STUDIUM.


Verifica dell'apprendimento

Modalità di verifica dell'apprendimento

Prova d'esame in forma scritta e orale.